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Savasana e yoga sono concetti strettamente interconnessi fra di loro, al punto che si può affermare che non esisterebbe uno senza l’altro.

Il Savasana è conosciuto anche con il nome di “posizione del cadavere”, significato, in apparenza un po’ inquietante, che deriva da due parole sanscrite: shava (cadavere) e asana (posizione); chiunque pratichi, yoga, esperto o neofita che sia, sa che questo asana è un must a cui non ci si può sottrarre.

Si tratta, infatti, della posizione che bisogna assumere alla fine della propria sessione, oppure tra un asana e l’altro, con l’obiettivo di raggiungere il rilassamento profondo prima del corpo e poi della mente; il fine ultimo è quello di entrare nella fase di meditazione per arrivare a percepire il proprio corpo energetico, consolidare i benefici che si sono ottenuti durante l’esecuzione degli asana più attivi e realizzare una condizione di benessere e di calma interiore.

Savasana Yoga: cos’è

Come il nome suggerisce, il Savasana – o Shavasana – si esegue restando perfettamente immobili, in posizione supina, con le braccia stese lungo il corpo e con gli occhi chiusi per un periodo di tempo sufficiente, non meno di 5 minuti, a raggiungere il riposo, la calma e la pace interiore.

Tutti i più importanti maestri di yoga sostengono che, a differenza di quanto potrebbe sembrare, questo è l’asana più difficile da eseguire, perché il rilassamento non è un’azione che può essere controllata con la sola forza di volontà; riuscire ad arrivare a uno stato di meditazione profonda, infatti, implica la capacità di raggiungere un equilibrio psico-emotivo elevato, grazie al quale è possibile lasciare andare le preoccupazioni quotidiane e lo stress.

Spesso, soprattutto quando non si è ancora maturata un’adeguata esperienza, si esegue il Savasana guidato, ossia ci si fa guidare dall’insegnante, e dalle visualizzazioni che da quest’ultimo vengono indotte, per raggiungere la giusta condizione meditativa.

Come si esegue il Savasana

Vediamo quali sono le fasi che bisogna eseguire per fare Savasana:

  1. sdraiarsi sul tappetino, allungare le gambe e distendere le braccia lungo i fianchi con i palmi delle mani rivolti verso l’alto;
  2. trovare la posizione più comoda, cercando di rilassare il più possibile ogni fascia muscolare: posizionare eventualmente un cuscino o una coperta sotto la testa o sotto le ginocchia;
  3. passare in rassegna con la mente tutte le fasce muscolari (gambe, spalle, collo, braccia, testa e muscoli facciali), concentrandosi di volta in volta solo su una di esse e cercando di raggiungere la massima estensione possibile;
  4. rimanere immobili e cominciare a respirare senza forzature;
  5. restare in posizione dai 5 ai 15 minuti;
  6. al termine, uscire dalla posizione di immobilità con cautela, compiendo movimenti lenti e voltandosi prima su un fianco con le ginocchia raccolte.

N.B. si consiglia alle donne in dolce attesa di eseguire il Savasana sdraiandosi su un fianco e posizionando un numero sufficiente di coperte e/o cuscini per trovare la posizione più comoda.

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Savasana Yoga: come fare per non distrarsi

Le fasi che abbiamo descritto nel paragrafo precedente sembrano semplici e facili da eseguire, e, in effetti, dal punto di vista fisico non sono troppo complicate. Esiste, però un ostacolo che impedisce, soprattutto ai principianti, di praticare il Savasana in modo corretto: la distrazione.

Mentre siamo lì stesi per terra, ad ascoltare i nostri muscoli, ecco, infatti, che dispettosamente spuntano i problemi quotidiani e la nostra ricerca di pace viene disturbata dal volto del capoufficio che ci fa fretta sulla consegna di un lavoro, dal colloquio con la professoressa del figlio che ci ha messo un po’ di preoccupazione, dalla visita medica che abbiamo fissato per la settimana prossima o da chissà che altro.

Vogliamo, quindi, darvi qualche consiglio su come fare per non distrarsi durante il Savasana:

  1. Scegliere con cura il luogo: fate in modo che il luogo sia silenzioso e con le giuste condizioni di illuminazione e temperatura.
  2. Indossare indumenti comodi: è molto importante indossare abiti comodi, protettivi, sufficientemente larghi, caldi, ma non ingombranti.
  3. Procurarsi delle coperte: durante la fase di meditazione la temperatura corporea scende velocemente; assicurarsi di avere coperte adeguate per restare caldi.
  4. Coprire gli occhi: una fascia da posizionare sugli occhi aiuta a non farsi distrarre dalla luce che filtra tra le palpebre.
  5. Non praticare a stomaco pieno: accertarsi che tutti i processi digestivi siano terminati, onde evitare che il corpo sia appesantito.
  6. Non addormentarsi: uno dei rischi più concreti se si raggiunge una buona condizione di rilassamento è quello di addormentarsi; visualizzare immagini positive, come una fonte di luce che ci illumina o un pavimento morbido che ci avvolge o qualsiasi altra visualizzazione che ci consenta di essere “presenti” e consapevolmente rilassati.
  7. Respirazione: respirare molto lentamente e profondamente dalle narici e non dalla bocca, ponendo l’attenzione sul proprio respiro e in quale parte del copro lo sentiamo e “guidando” l’espirazione con le mani posizionate sull’addome e sul torace. Concentrarsi sulla respirazione è un modo molto efficace per non distrarsi.
  8. Affidarsi a un insegnante esperto: se non riuscite a raggiungere lo stato di completo rilassamento, fatevi aiutare da un insegnante esperto che vi guidi con la sua voce e controlli la buona esecuzione dell’asana.

I benefici del Savasana: lo yoga meditativo

Abbiamo capito che il Savasana è importante perché, se correttamente eseguito, ci accompagna in uno stato di meditazione, grazie alla quale si raggiunge il contatto con il proprio corpo sottile.

Innumerevoli sono, quindi, i benefici, sia fisici, sia emotivi, sia spirituali.

Benefici fisici:

  • dona vitalità
  • stimola la circolazione sanguigna
  • migliora i disturbi del sonno
  • allevia le emicranie, la stipsi, l’indigestione e i doloro lombari
  • regolarizza il battito cardiaco
  • contribuisce a controllare la pressione alta

Benefici emotivi:

  • riduce lo stress
  • dona pace interiore
  • contrasta ansia e depressione

Benefici spirituali:

  • sviluppa la consapevolezza corpo-mente
  • sviluppa la coscienza di sé
  • rappresenta una porta per la conoscenza interiore

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Savasana, yoga e meditazione

Non vi preoccupate se all’inizio vi risulta particolarmente difficile praticare il Savasana, perché è un ostacolo di fronte al quale tutti si trovano.

Non vi demoralizzate perché questo, forse più di tutti gli altri asana dello yoga, è quello che più lo praticate più si – e vi – trasforma; più diventate esperti, in pratica, più avete la possibilità di raggiungere la meditazione e, quindi, quei benefici profondi che rendono lo yoga una disciplina così importante per il benessere fisico, emotivo e spirituale di chiunque lo pratichi.

Per questo non bisogna saltare mai il Savasana, né, tantomeno, dedicargli troppo poco tempo. Se siete di fretta è consigliabile accorciare la fase più attiva, ma non quella dedicata a questa ultima posizione, che non deve mai durare meno di 5 minuti.