asana difficili

“Shtira Sukha Asanam” è il sutra 2.46 degli Yoga Sutra di Patanjali, uno dei testi sacri tra i più antichi della tradizione Yoga. “La posizione deve essere comoda e stabile”. Se pensiamo alle classi di Yoga di oggi dove a volte ci si ritrova intrecciati come pretzel e la fatica nel mantenere queste posizioni, questo sutra ci fa capire che il vero senso dell’asana si è un po’ perso.

Nello Yoga moderno gli Asana sono la parte più conosciuta e più praticata dello Yoga; in realtà però, gli  asana sono una delle pratiche più “moderne” di questa antica filosofia. Sono stati introdotti più avanti nel tempo attraverso i libri Hatha Yoga Pradipika, Gheranda Samhita e Shiva Samhita e i primi erano Asana con l’unico scopo di preparare il corpo alla posizione del loto: l’Asana per eccellenza, quella necessaria alla pratica della meditazione. Con il passare del tempo questo concetto si è molto ampliato fino ad arrivare al mondo moderno dove gli Asana sono il centro di molte lezioni di Yoga e di incredibili foto artistiche che popolano i social media e le riviste non solo specializzate.

Gli Asana sono spesso il primo approccio di ogni praticante ed avvolgono nella loro armoniosità il fascino del movimento e della leggerezza e spesso ci si ritrova a sognare una determinata posizione e a ciò che si potrebbe provare in quella verticale o quell’arco così pronunciato. Un’asana difficile è la combinazione di forza e flessibilità, la sensazione di concentrazione e di lasciar andare, equilibrio e resistenza ma anche la capacità di mantenere un sorriso durante la loro esecuzione.

La difficoltà degli asana dipende da corpo a corpo, ma ce ne sono alcuni che in generale e da tutti possono facilemente essere considerate le più difficili.

Gli asana yoga più difficili: i dieci più ostici

  • Taraksvasana

Combinazione di forza, equilibrio, concentrazione, apertura di spalle e arco della schiena con un senso di leggerezza e armonia.

  • Ganda Bherundasana

Forza mista ad un senso innato di mancanza totale di paura, flessibilità nel collo e incredibile equilibrio

  • Mayurasana e Pungu Mayurasana

Il pavone a due o una sola mano. Questa posizione è soprattutto per noi donne una questione fisica di rilascio della comodità, concentrazione e leggerezza

  • Yoganidrasana

Flessibilità ed armonia allo stato puro. L’asana del sonno, così viene chiamata per la sua “comodità” una volta raggiunta

  • Baddha Padmasana

Se la posizione del loto regolare già a molti risulta difficile per la flessibilità di anche e ginocchia, la versione “legata” con le braccia che passano dietro la schiena è ancora più intensa. Spalle aperte, schiena forte e flessibile, rilascio mentale e distensione dei pensieri

  • Titthibhasana

Questa posizione prevede un “core” addominale importante combinato con flessibilità delle anche e dei muscoli posteriori delle gambe per la loro completa estensione contro gravità

  • Tiriang Mukhottanasana

La posizione dell’arco di per sé prevede apertura di spalle, flessibilità nella schiena, allungamento frontale del corpo e una buona dose di coraggio. La sua versione in cui le mani sono alle caviglie è tutto questo all’enesima potenza.

 

posizioni yoga

  • Kala Bhairavasana

Apertura delle anche, forza di braccia, flessibilità generale del corpo in una posizione che non lascia neanche un muscolo fuori dal gioco ma che risulta totalmente leggera ed armoniosa

  • Visvamitrasana

L’allungamento posteriore delle gambe è un fattoreimprescindibile per questa bellissima posizione. Flessibilità e controllo, equilibrio e leggerezza ne marcano gli elementi principali

  • Chacorasana

Tutte quelle posizioni che hanno le gambe rivolte verso l’alto attraverso l’unico lavoro addominale hanno per me un fascino incredibile e questa racchiude tutto ciò che identifica una posizione difficile: flessibilità, forza, capacità di lasciar andare aspettative, armonia, “core”, apertura di anche e totale bellezza

  • Savasana

Chi l’avrebbe mai detto che la posizione fisicamente più facile è quella invece più difficile per la maggior parte dei praticanti? In quest’era frenetica, non siamo più abituati a stare “senza fare niente” per pochi minuti. La testa si riempie di pensieri. Le lacrime scorrono. “Avrò spento il gas?” “Devo portare fuori il cane e con questa pioggia non ne ho voglia” “Zzzzzz” e molto altro. Savasana, la posizione del cadavere è un vero e proprio rilascio del corpo che deve riprendersi dopo la pratica. Non è solo importante, ma assolutamente fondamentale alla fine di ogni pratica e non si dovrebbe saltare mai.

  • Ogni posizione in cui incontriamo una resistenza – Sthira Sukha Asanam

Le asana sono differenti da corpo a corpo. Una persona molto flessibile può avere problemi in posizioni che richiedono forza, una persona forte può avere problemi di distensione totale degli arti e così via. Ogni corpo è differente ed ogni asana ci mette davanti a noi stessi, come uno specchio che ingrandisce ciò su cui dobbiamo lavorare. Ricordando che un’asana è comoda e statica, mettere l’accento sul respiro aiuta a stabilire quella connessione con noi stessi ed il nostro corpo per avventurarci nel mondo più fisico dello Yoga.

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Insegnante di Yoga, massaggiatrice, Terapeuta Reiki e Craneosacrale, viaggiatrice nomade, curiosa della vita e amante dei colori. Pratica ed insegna Vinyasa, Ashtanga e Hatha Yoga. Eterna studente ed perenne entusiasta della vita. Scrive di Yoga, Ayurveda, viaggi e vita. Vive in un'isola dei Caraibi tra la giungla e il mare. La potete contattare all'indirizzo email lilli.caporello@gmail.com e seguire le sue lezioni su Pow How.