bagno gong

Bagno di gong e di suoni armonici: di cosa si tratta? Come funziona? Cosa bisogna fare? Cosa bisogna portare? A chi è consigliata una serata di questo tipo?

Io ho partecipato ad una serata, condotta da Andrea Tosi e da Alessandra Latini, organizzata presso il SEI Centrolistico del Conero ad Ancona. Eravamo in tantissimi, la sala era piena di tappetini e le luci erano soffuse. Gong, campane armoniche, campane tubolari, tamburi, percussioni e strumenti a corde erano lì pronte per essere suonate.

Cosa vuol dire bagno di gong e suoni armonici

Durante un evento di questo tipo avrai l’onore di rilassarti con la musica, di coccolarti e staccare la spina. Una serata di questo tipo punta al tuo benessere interiore e a farti scoprire e conoscere quella parte di te più autentica. Rilassarti ma non solo. Si tratta di un viaggio che non è mai uguale ad un altro, un’esperienza unica tutta da gustare, un percorso meditativo da vivere, un cammino che guarisce grazie alle vibrazioni sonore. Se dovessi descrivere la serata con una parola direi “potente”. Prima di iniziare ero curiosa, terminata l’esperienza ero felice. Felice per essermi messa in gioco e avere, ancora una volta, cercato di conoscermi un pò meglio. Ho fatto un viaggio con me stessa pur restando ferma su un tappetino per due ore, ho navigato tra i ricordi che nemmeno credevo di ricordare.
La musica, gli strumenti, la potenza con cui vengono suonati, il canto armonico ti guideranno in questo percorso dentro di te.

loto

Cosa fare e cosa no durante una seduta di bagno di gong

  1. Porta con te un tappetino da yoga, una coperta e un cuscino,
  2. indossa abiti comodi e caldi,
  3. lascia a casa il giudizio,
  4. spegni il telefono oppure togli suoneria e vibrazione,
  5. sii puntuale, c’è un gruppo che ti attende,
  6. durante l’esperienza puoi muoverti ma ricordati di non disturbare gli altri,
  7. lasciati andare,
  8. smetti di pensare a quello che devi fare domani,
  9. se ti vengono in mente immagini o ricordi, lasciali fluire, non pensare,
  10. goditi il momento e la serata,
  11. condividi, se vuoi, con il gruppo i tuoi pensieri e le tue emozioni,
  12. non dimenticarti mai di dire Grazie.

Come si svolge la serata

Non avere paura, nessuno morde, al massimo qualcuno canta!
Pensi di aver bisogno di una serata di questo tipo? Sei solamente curioso? Te ne hanno parlato e vuoi provare anche tu? Il mio consiglio è quello di buttarti. Senza troppi indugi, fai quello che ti senti e sentiti sempre libero di agire come meglio credi senza il giudizio degli altri.
Se Andrea Tosi, musicista polistrumentista, suonoterapista e ricercatore sonoro, capita dalle tue parti, non lasciartelo scappare. La mia era una prima volta quindi non ho un termine di paragone ma è stata veramente una serata pazzesca. Calmo, pacato, con un sorriso stampato in volto, con un tono di voce che ti mette a tuo agio in pochi secondi, Andrea ha condotto la serata, con l’aiuto di Alessandra del Centrolistico, in modo eccellente.

  • Scegli un posto nella sala,
  • stendi il tappetino e sistema il cuscino come meglio credi,
  • trova la tua posizione comoda che durante la serata può anche cambiare,
  • copriti per non sentire freddo durante il viaggio,
  • inizia a essere presente nel tuo respiro,
  • piano piano prova a liberare la mente, gli impegni possono attendere,
  • chiudi gli occhi,
  • abbandonati al potere terapeutico delle vibrazioni, dei suoni e del canto armonico,
  • lascia che sia la musica a guidarti nel tuo viaggio,
  • una successione specifica di suoni dolci e potenti, forti e soavi, che si modella di volta in volta
  • in base al gruppo e alle energie della sala, inizierà a vibrare nell’aria e addosso a te,
  • tu prendi tutto quello che viene, senza pensarci,
  • lasciati guidare nella tua profonda essenza,
  • respira, trattieni e con l’espirazione lascia andare quello che non serve,
  • continua così per tutta la durata della musica,
  • lentamente il suonoterapista ti farà tornare dal viaggio,
  • riprendi a sentire anche il tuo corpo e la terra che lo sorregge,
  • muoviti lentamente e, sempre respirando, torna a sederti in una posizione comoda,
  • abbracciati per sentire se sei davvero tornato dal viaggio e sei di nuovo presente,
  • condividi, se vuoi, quello che hai provato con il cerchio,
  • ricordati di dire Grazie, al suonoterapista ma anche e soprattutto a te stesso.

Cosa ho provato e sentito durante l’esperienza

Rilassarsi non è stato semplice. Far smettere di girare le rotelle del mio cervello sempre troppo ansioso non è stato un gioco da ragazzi. Sono entrata più volte in contatto con la parte più profonda di me senza sentire più il peso della braccia e delle gambe ma non è stata una sensazione continua. A volte era come se avessi bisogno di tornare a galla per poi immergermi di nuovo.
Paura di conoscermi davvero?
La potenza delle vibrazioni del gong è stata miracolosa e ha spazzato via dalla mia testa i pensieri. Era come se da un prato di margherite mi ritrovassi tutto a un tratto su un volo in partenza per una destinazione sconosciuta. Vibrazioni lungo il corpo dalla testa ai piedi che mi facevano rinascere, svuotare e rinascere.
A volte mi apparivano davanti immagini di ricordi lontani, momenti di vita che quasi non ricordavo. Ho cercato di non trattenere nulla e lasciare fluire. Non è stato un viaggio triste, non ho avuto paura o ansia, non mi è venuto da piangere e non mi sono addormentata. Tutto ciò sarebbe comunque stato possibile, durante un bagno di gong e di suoni armonici tutto può accadere e ogni volta è differente all’altra. Ricordalo.

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Come mi sono sentita al termine del viaggio

Lentamente ho ripreso vita, ho ricominciato a muovermi e mi sono seduta. Mi sembrava andasse tutto bene ma improvvisamente un nodo alla gola mi impediva di deglutire normalmente. Ho iniziato a tossire e ad agitarmi. Aiuto.
Stop Sara, respira.
Allora non mi sono fatta prendere dal panico e ho capito e accettato anche questo momento come parte del viaggio. In pochi minuti ho ricominciato a concentrami sul mio respiro e sulla voce di Andrea che soavemente diceva di ringraziare noi stessi. Allora, Grazie Sara.
Il suono va dove ci sono blocchi energetici e li scioglie. Un paio di anni fa, durante un periodo di cambiamento nella mia vita, avevo avuto un grosso problema alla gola tanto da finire in Pronto Soccorso per tre giorni. Alla gola corrisponde il quinto chakra: vishudda e il mio colore preferito, da sempre è proprio l’azzurro. “Io comunico” ma forse non è sempre così facile. Se il chakra non è in equilibrio, sia in eccesso che in carenza, questo porta a affezioni alle vie respiratorie proprio come mi è capitato due anni fa.

Ho volato e viaggiato ma ora sono ancora più curiosa della profondità fino a cui posso spingermi per conoscermi ancora meglio.

E tu, ti accontenti di quello che vedi o vuoi scoprire anche quello che senti davvero?

[Nota di redazione: Sara ha deciso di raccontare la sua esperienza con il Bagno di gong a tutti i lettori di EventiYoga. Le opinioni espresse sono personali e per questo motivo l’esperienza può variare da soggetto a soggetto.  EventiYoga non ha partecipato in nessun modo all’esperienza. Se anche tu vuoi raccontarci la tua esperienza con lo yoga contattaci QUI]

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Laureata in Economia del Turismo a Rimini nel 2009, dovendomi buttare nel mondo del lavoro ho capito che l’economia non faceva per me ma il turismo si. Emigrando dalle Marche alla Toscana, nel 2010, ho iniziato a lavorare nel Web Marketing Turistico, specializzandomi nel Social Media Marketing all’interno di un Tour Operator, per tre anni. Viaggi e web 2.0 sono la mia più grande passione e il mio lavoro. Travel Writer e Travel Blogger Freelance con un’attenzione particolare alle buone pratiche di Turismo Responsabile, Sostenibile, al mondo dello yoga e a tutto ciò che è Eco. Un Acquario in bilico tra vita reale e sogni 💜